Carenze nella sicurezza: multa per una società

Fatale un ‘data breach’ che ha coinvolto oltre sessantamila persone

Carenze nella sicurezza: multa per una società

Sanzione di 85mila euro irrogata dal ‘Garante per la protezione dei dati personali’ (provvedimento del 17 aprile 2026) a ‘The European House – Ambrosetti spa’, società di consulenza strategica e ‘think tank’, per carenze nelle misure di sicurezza.
Le criticità sono emerse a seguito di un ‘data breach’ (cioè una violazione dei dati) che ha coinvolto oltre sessantunomila persone, tra cui i dipendenti di aziende clienti e il personale interno che utilizzavano i servizi on line. Tardiva anche la comunicazione della violazione ai soggetti coinvolti, comunicazione avvenuta solo dopo l’intervento del ‘Garante’.
L’attacco informatico, riconducibile a un accesso non autorizzato – tramite una vulnerabilità tecnica – ai sistemi, ha comportato l’esfiltrazione di nomi, cognomi, indirizzi e-mail, username e password.
Dagli accertamenti del ‘Garante’ sono emerse diverse violazioni della normativa sulla privacy. In particolare, la società conservava una parte delle password in chiaro e un’altra mediante tecniche crittografiche non conformi agli standard di sicurezza più avanzati, e, inoltre, conservava credenziali relative a sistemi non più in uso, in violazione dei principi di limitazione della conservazione e di sicurezza dei dati.
Il ‘Garante’ ha anche accertato che la società, pur avendo notificato il ‘data breach’ entro le settantadue ore previste dalla normativa, non ha informato tempestivamente i soggetti coinvolti, nonostante la violazione potesse rappresentare un rischio elevato per i loro diritti e le loro libertà. In particolare, la comunicazione ai soggetti coinvolti è avvenuta a distanza di circa due mesi dalla scoperta dell’incidente, e solo dopo un provvedimento correttivo del ‘Garante’.
Oltre ad emettere la sanzione, il ‘Garante’ ha ribadito la necessità per i titolari del trattamento di adottare misure tecniche e organizzative adeguate e di assicurare una gestione tempestiva e trasparente delle violazioni dei dati personali, anche perché le esigenze reputazionali rappresentate dalla società non possono prevalere sui diritti delle persone coinvolte.

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